»Build that wall«: Wohl keinen anderen Sprechchor stimmen Anhänger von US-Präsident Trump so leidenschaftlich an wie diesen. Und nicht nur in den USA wird der Ruf nach dichten Grenzen immer lauter. Keine 30 Jahre nach dem Mauerfall in Berlin entstehen weltweit neue Mauern, Hochsicherheitszäune und Grenzwälle.

Für das Buch „Ausgeschlossen. Eine Weltreise entlang Mauern, Zäunen und Abgründen“ sind die Mitglieder des Korrespondentenverbundes Weltreporter Mauern, die Staaten trennen, entlang gereist. Sie haben in Ländern wie den USA, Korea, Tunesien und Serbien Baustellen und fertige physische Grenzen besucht. Auf der ganzen Welt haben sie Architekten, Unternehmer und Politiker getroffen, Grenzschützer, Schleuser und Flüchtlinge. Es zeigt sich, dass Mauern in Beton gegossene Furcht sind und zugleich Ungleichheit zementieren: Reiche schützen sich vor Armen, Gewinner vor Verlierern, Regierende vor den Regierten. Dabei lenkt der neue Mauerboom davon ab, dass viele Probleme der Menschheit keine Grenzen kennen: Weder Klimawandel noch Terrorismus, Hunger oder Seuchen machen vor Mauern halt. Ein Kapitel widmet sich zudem dem Thema Mauern und Grenzen in der Kunst.

Angesichts der zu Ende gehenden Architekturbiennale, bei der der Deutsche Pavillon den Titel „Unbuilding Walls“ gesetzt hatte, diskutieren die Weltreporter Marc Engelhardt (Herausgeber) und Clemens Bomsdorf (Autor des Kapitels über Kunst) mit Marita Liebermann (Direktorin des Deutschen Studienzentrums in Venedig), Marianne Birthler (Kuratorin des Deutschen Pavillons) sowie Agnes Kohlmeyer (IUAV Venezia) über die heutige Bedeutung von Mauern und Grenzen in der realen Welt und in Kunst und Architektur.

Samstag, 24. November, 18.30 bis 21.00 Uhr in der Evangelisch-Lutherischen Kirche Campo SS. Apostoli, Venedig

 

 

 

 

Gottesdienst/Culto Venedig/Venezia, Campo Ss. Apostoli

25.11. 17,00

8.12. 11,00

23.12. 16,00 (Verabschiedung P. Prigge)

26.12. 11,00

 

Gottesdienst in Abano Terme

Culto ad Abano Terme

um/alle 11,00

jeden Sonntag ab 9.9. - 25.11.

ogni domenica dal 9.9. - 25.11.

Josephskapelle

Piazza Sacro Cuore

(Kapelle links neben der Kirche/a sinistra a fianco della chiesa)

 

Offene Kirche/Chiesa aperta/Open church

Saturday+Monday 11,00 – 14,00, Thursday+Friday 14,00 – 17,00

Die Kirche/La Chiesa

Am Campo Santi Apostoli

In occasione del 500° anniversario della Riforma

"500" di Philipp Geist

"500" di Philipp Geist italiano, deutsch, english
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Venezia - Città Europea della Riforma

Venedig - Europäische Reformationsstadt

 

Als erste Stadt Italiens ist Venedig zur „CIttà Europea della Riforma“ (Europäische Stadt der Reformation) ernannt worden. In einem Reformationsgottesdienst nahm die Vizebürgermeisterin Luciana Colle den Titel von der Gemeinschaft Europäischer Kirchen in Europa (GEKE) entgegen. Pastorin Caterina Griffante von der Waldensergemeinde und Pastor Bernd Prigge von der lutherischen Kirche überreichten der Stadt die Urkunde in Anwesenheit des Patriarchen von Venedig und von Vertretern der orthodoxen Kirche.

 

 

Die Lagunenstadt kann auf eine lange Geschichte zurückblicken, in der die Gedanken der Reformation schon früh Anklang fanden. Luther schrieb 1543 in einem Brief an die Venezianer: „Wer von euch hätte denken können, dass solches entweder zu unseren Lebzeiten in Italien selbst geschehen oder im Schwange gehen könnte.“ Über 150 Jahre feierte man versteckt und „in aller Stille“ Gottesdienst im Deutschen Handelshaus.  Die ersten lutherischen Pastoren tarnten sich als Kaufleute oder Mediziner. Seit 1813 ist die Gemeinde im Besitz einer ehemaligen Scuola in der Nähe der Rialtobrücke.

50° anniversario della Cappella "ecumenica" ad Abano Terme

50 anni ecumensimo dell´ospitalità ad Abano Terme
La difesa del Popolo 17.1.16.pdf
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Appello delle CHIESE CRISTIANE DI VENEZIA dal Ponte dei Sospiri “Siamo fratelli”, il 23 novembre 2015

“Io ho udito il loro gemito” (Atti 7,34; cfr. Es 3,7)

Il Ponte dei sospiri è un luogo veneziano, conosciuto nel mondo per il gemito della creatura.

 

Spinti dal consistente fenomeno migratorio e, ancor più, dopo gli ultimi tragici eventi che hanno segnato la scena internazionale, nella logica della difesa, del rispetto della vita e del riconoscimento di ogni essere umano, le Chiese Cristiane di Venezia non possono non elevare il presente appello.

 

Noi non possiamo tacere davanti all'evento epocale delle migrazioni di popoli nel mondo, migrazioni che arrivano fino alle nostre terre.

Siamo consapevoli della complessità del fenomeno, che richiede un approccio responsabile e consapevole, come pure adeguate scelte politiche.

Però come Chiese, discepoli del Signore Gesù Cristo, non possiamo tacere.

 

La voce del sangue di tuo fratello grida a me dal suolo” (Gen 4,10).

Denunciamo l'iniquità delle guerre e delle situazioni di povertà da cui queste persone provengono e a causa delle quali sono state costrette a fuggire. Guardiamo pure con preoccupazione ai cambiamenti climatici che spesso sono alla base delle situazioni che portano alle migrazioni e per i quali tutti siamo chiamati a scelte di vita più rispettose della terra, nostra casa comune.

 

“Nel giorno in cui Dio creò l'uomo, lo fece a somiglianza di Dio; maschio e femmina li creò, li benedisse e diede loro il nome di uomo nel giorno in cui furono creati” (Gen 5,1-2).

Affermiamo con forza che ogni uomo è portatore di una dignità che viene prima di ogni appartenenza etnica, culturale e religiosa, dignità che crea tra tutti gli uomini un legame e li costituisce in un'unica famiglia umana, nella quale siamo tutti fratelli.

 

“Il forestiero dimorante fra voi lo tratterete come colui che è nato fra voi; tu l'amerai come te stesso, perché anche voi siete stati forestieri in terra d'Egitto”(Lv 19,34).

Molti di noi hanno fatto l'esperienza di essere stranieri in un'altra terra. Ci impegniamo a contribuire perché la nostra città sia capace di accoglienza e abbia un cuore aperto verso lo straniero, come è nella tradizione di Venezia e nella sua chiamata ad essere città di incontro tra i popoli e di pace.

 

Dice Gesù: “ero straniero e mi avete accolto” (Mt 25,35).

Come cristiani, noi crediamo che nello straniero che arriva nella nostra terra, il nostro Signore Gesù Cristo ci fa il grande onore di venirci a visitare. Esortiamo perciò le nostre comunità cristiane ad accogliere gli immigrati come una visita speciale di Gesù Signore.

 

“Il Signore apparve a lui alle Querce di Mamre, mentre egli sedeva all'ingresso della tenda nell'ora più calda del giorno. Egli alzò gli occhi e vide che tre uomini stavano in piedi presso di lui.[...]” E il Signore gli disse: "Tornerò da te fra un anno a questa data e allora Sara, tua moglie, avrà un figlio" (Gen 18,1-2, 10).

Come Abramo fu destinatario di un annuncio di speranza e di fecondità da parte degli stranieri che aveva accolto, crediamo anche noi che tramite questi stranieri che arrivano nella nostra terra il Signore Dio vuole portare anche a noi un annuncio di speranza, di fecondità, di futuro e, in ascolto del nostro Signore che ci parla e apre strade nuove per noi e per la storia, proponiamo un tavolo di incontro e di dialogo.

 

Amministrazione delle parrocchie del Patriarcato di Mosca – comunità “SS Donne Mirofore” (Venezia)

Arcidiocesi Ortodossa d’Italia e Malta – Chiese di Venezia e Mestre

Chiesa Anglicana di Venezia

Chiesa Avventista del Settimo Giorno

Chiesa Copta Apostolica di Venezia

Chiesa Evangelica Luterana di Venezia

Chiesa Evangelica Valdese

Chiesa Ortodossa Rumena di Venezia

Patriarcato di Venezia

Appell in deutscher Sprache
Appell der CHRISTLICHEN KIRCHEN VENEDIGS
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